10 Jul 2015

CINEMA

"Cobain: montage of heck", il carisma e la creatività inquieta del leader dei Nirvana

Cobain: montage of heck, il carisma e la creatività inquieta del leader dei Nirvana

Il 5 aprile del 1994 il mondo della musica piangeva la morte di Kurt Cobain, morto suicida all'età di 27 anni. Due decenni che hanno alimentato il mito del frontman tramutato in icona del grunge, con complottisti, fan e critici che hanno provato in mille modi a motivare il perché del suo gesto estremo e  il perché di una personaltà tanto depressa e disturbata. Dieci anni fa a raccontarci gli ultimi fatidici attimi della vita di Kurt ci provò Gus Van Sant, in un docu-film non autorizzato dalla famiglia. Ma l'occasione "vera" ossia quella di mettere mano ad ore e quintali di documenti inediti di Cobain, registrazioni audio, interviste, disegni, diari personali e video privati casalinghi, ce l'ha avuta solo il regista Brett Morgen, voluto fortmente da Francis Bean Cobain, figlia del leader dei Nirvana e della detestatissima Courney Love.

 

Morgen in "Montage of Heck" ci mostra tutto quello che tutti i fan avrebbero voluto vedere. Troviamo le immagini di Kurt bambino, ad un anno, con una chitarra in mano. Biondissimo, sorridente e iperattivo, ma con evidenti carenze affettive da parte della famiglia: la madre non lo vuole, il padre non vuole, i nonni non lo vogliono. A raccontare quei complicati anni di crescita la voce dello stesso Cobain, ritrovata attraverso nastri conservati dalla Love e dalla figlia Frances Bean. Lentamente, e con documenti sempre più incredibili e dettagliati, Morgen ripercorre tutta la carriera di Kurt, dal boom dei Nirvana, che nel giro di un anno sono passati dall'anonimato alla celebrità internazionale, al peso della fama da dover sopportare, dall'odio nei confronti della stampa, all'ingresso di Courtney nella vita del cantante, il matrimonio, l'eroina, la chiacchierata gravidanza portata avanti con la droga, la nascita della primogenita venuta al mondo "già drogata", il distacco dalla realtà e da un'esistenza che lo rendeva infelice. 

 

"Montage of Heck" ripercorre per intero la breve ma intensa e dolorosa esistenza di un mito della MTV Generation, in grado di smuovere folle oceaniche nei primi anni '90, concludendo il documentario proprio con lo storico  MTV Unplugged  e con le immagini del ricovero romano che vide Cobain finire in coma. Un mese dopo arriva il gesto estremo di Kurt, che decide di farla finita sparandosi un colpo alla testa, ma Brett Morgen nel film si ferma prima, dopo aver dettagliatamente documentato l'escalation depressiva di un uomo fragile attraverso tutto quello che Kurt aveva lasciato involontariamente "in eredità" sotto forma artistica.

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