#tbt Fuori orario: la folle notte di Martin Scorsese è su Infinity

Oggi abbiamo deciso di tornare al 1985 e riscoprire uno dei film più originali e scatenati del regista italo-americano, con cui continua il suo personalissimo ritratto della Grande Mela dopo l'intenso Taxi driver.

 

Fuori orario inizia con l’incontro casuale tra il giovane Paul (Griffin Dunne), programmatore informatico, e la bionda Marcy (Rosanna Arquette) in un bar dopo una giornata di lavoro (il titolo originale After hours, significa proprio “dopolavoro”): qui, parlando del libro di Henry Miller Tropico del Cancro, prima che la ragazza vada via, Paul riesce ad avere il suo numero di telefono richiamandola poco dopo per raggiungerla nell’appartamento di Soho che lei condivide con un’amica artista, la stravagante Kiki (Linda Fiorentino).

 

Da quel momento comincerà la notte folle di Paul, risucchiato in un imprevedibile vortice di eventi e personaggi via via più inquietanti tra tassisti stravaganti, ladri di opere d’arte (di carta), donne di ogni genere e una folla inferocita che lo inseguirà per mezza città a causa di uno scambio di persona…

 

Paul e la sua epopea raccontata in Fuori orario sono un evidente richiamo a Scorsese stesso, al suo complesso rapporto con Hollywood e al difficile periodo che il regista stava attraversando, reduce dall’insuccesso di Re per una notte (1983) e dalle grosse difficoltà incontrate nella lavorazione de L’ultima tentazione di Cristo, progetto a cui teneva moltissimo e che vedrà la luce solo nel 1988. Allora Scorsese riscrive la sceneggiatura insieme al suo autore originario, Joseph Minion, e così Fuori orario, nonostante il piccolo budget a disposizione ben distante da quello delle produzioni hollywoodiane, prende finalmente forma: una forma in realtà di difficile definizione, che spazia dalla ‘commedia nera’ travolgente al dramma, al noir, passando per il thriller da incubo, ma restando uno dei film più imprevedibili (e rivalutati negli anni) del grande regista.

 

 

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