Sully: quando il fattore umano fa la differenza

Su Infinity arriva la storia vera del pilota di linea Chesley Burnett - Sully-, che con una manovra d’emergenza dirotta l’aereo sul quale è a comando, salvando tutti i 155 passeggeri a bordo e diventa così un eroe nazionale. A distanza di alcuni anni, il regista Clint Eastwood prende ispirazione dalla vicenda e dal libro biografico Highest Duty: My Search for What Really Matters, e realizza Sully, ispirato alla storia vera del pilota- eroe americano.


Era il 15 gennaio del 2009 quando avviene quello che i media hanno definito “Il miracolo dell’Hudson”, quando il capitano Sully (Tom Hanks) realizza un atterraggio d’emergenza sul fiume Hudson salvando i 155 passeggeri. Dopo il salvataggio, da una parte diventa un eroe nazionale mentre invece alcuni tenteranno di distruggere la sua carriera. 


Candidato all’Oscar e al David di Donatello come miglior film straniero, è il trentacinquesimo capolavoro del regista Clint Eastwood. Un film semplice ed essenziale ma rientra a pieno titolo nel grande cinema contemporaneo. Adatto veramente a tutti, Sully è in grado di portare la gente al cinema- e su Infinity- e lasciargli qualcosa.
Infatti, la pellicola è in grado di riportare la fiducia in quell’umanità che oggi è vista, e si dimostra, sempre più individualista ed egoista.
Insomma, Sully rappresenta a pieno titolo l’idea dell’eroe che servirebbe proprio al giorno d’oggi. Tutto ciò è stato reso possibile grazie, e soprattutto, all’interpretazione magistrale di Tom Hanks, che con la sua recitazione riesce a far passare un messaggio fondamentale: è nella situazione di pericolo che il fattore umano riesce a fare la differenza. E’ proprio lui che si trasforma, per un ora e mezza di film nell’eroe nazionale del miracolo dell’ Hudson.

COMMENTI (0)