Slender Man: l’uomo che si nutre della paura delle persone.

Senza volto, vestito solamente di un abito nero ed avvolto da un alone di mistero, nel giro di pochi anni diventa la nuova creatura popolare di un sinistro e macabro mondo. Nato per gioco per un concorso di fotografia, in breve tempo è diventato protagonista di alcune leggende metropolitane ed omicidi- realmente accaduti- in onore del suo nome. Nove anni dopo quel concorso di fotografia, che ha dato vita ad un nuovo franchise horror, Slender Man ha l’esigenza di uscire dal mondo digitale, e del web per trovare il suo posto come protagonista all’interno di una pellicola cinematografica. Diretto da Sylvain White, nasce così Slender Man.


Una serata come tutte le altre, almeno apparentemente. Quattro amiche vivono in una cittadina del Massachusetts e una sera decidono di ritrovarsi per passare una serata in compagnia. Per fare qualcosa di diverso dal solito decidono d’imbattersi in un rituale d’iniziazione per evocare la figura di quell’uomo senza volto alto più di due metri, magrissimo e con braccia lunghissime.
Apparentemente sembra non succedere nulla, ma appena dopo una settimana da quella serata tra amiche una di loro scompare improvvisamente. Le ragazze metteranno in gioco la loro vita per cercare di ritrovare la loro amica, ma ovviamente la posta in gioco sarà alta, e l’impresa non per niente semplice. Questa figura, protagonista di diversi cortometraggi, lungometraggi, documentari e video-game arriva su Infinity. Pauroso ed agghiacciante, Slenderman è una pellicola in grado di far saltare dalla poltrona; l’elegante uomo senza volto ha avuto sin dal suo concepimento tutte le carte in regola per diventare una nuova icona del genere horror. Un personaggio nato da una fotografia ma è riuscito ad affermarsi, con grande successo nell’ormai consolidato mondo horror.

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