Salvate il soldato Ryan: tre curiosità dietro il pilastro bellico

È il compleanno di una delle pellicole cult della storia del cinema. Salvate il soldato Ryan compie oggi 21 anni. Il 24 luglio 1998 arrivava nelle sale uno dei film che ha segnato l’immaginario collettivo. Uno di quei film che ha fatto (e fa) da scuola ai film bellici e che colpisce il pubblico con le sue immagini toccanti (e scioccanti).


6 giugno 1944. È il giorno che verrà ricordato come il D-Day. Il capitano John Miller (Tom Hanks) sbarca con i suoi uomini a Omaha Beach, andando contro il fuoco tedesco. Una madre dell’Iowa apprende la morte dei suoi tre figli e che il quarto, James Francis Ryan (Matt Damon), è stato paracadutato in Normandia oltre le linee nemiche. Il generale George Marshall (Harve Presnell), comandante supremo dell’armata anglo-americana, dà ordine che il soldato Ryan venga ritrovato e rimandato a casa. Il compito è affidato proprio al capitano Miller che, con sei uomini e un interprete, parte alla sua ricerca.


Diverse curiosità gravitano intorno a questo titolo:

1- Salvate il soldato Ryan è un film estremamente realistico. Tanto realistico da far sì che molti veterani del D-Day si complimentassero per l’autenticità delle violente scene.

2- Non tutti sanno che nelle idee di Spielberg il ruolo del protagonista, il soldato Ryan, dovesse essere assegnato a un attore sconosciuto. Spielberg decise di accogliere nel cast un giovanissimo Matt Damon, un volto che rimase sconosciuto fino a poco prima della distribuzione della pellicola bellica, quando Damon vinse l’Oscar per Good Will Hunting.

3- Il cast ha dovuto sottoporsi, prima dell’inizio delle riprese, a un duro addestramento militare di sei giorni.


Con la regia di Steven Spielberg, un film che ha fatto letteralmente la storia, riportandola sugli schermi e trasformandosi in un pilastro della cinematografia mondiale. 

COMMENTI (0)