NOIRvember: su Infinity tutte le sfumature del noir

29 novembre 2017

Novembre è ormai finito ma non è (mai) troppo tardi per avvicinarsi a uno dei generi più ambigui e più oscuri della storia del cinema: il noir. Negli anni Cinquanta, la critica cinematografica francese conia questo termine per indicare quella letteratura americana – e quei film – in cui il cuore della vicenda è un’indagine attorno alla quale ruotano personaggi inquieti e inquietanti: detective privati  e giornalisti tormentati, si muovono in un mondo popolato da bellissime femmes fatales, poliziotti corrotti, assassini squilibrati e gangster spietati. Le strade oscure delle metropoli e i locali notturni e fumosi sono le ambientazioni predilette da queste storie in cui nessuno è completamente buono né completamente cattivo.

 

L’importanza e le mille declinazioni e sfaccettature di questo genere sono anche celebrate dal Noir in Festival giunto alla sua 27^ edizione che dal 4 al 6 dicembre sarà a Milano per poi spostarsi a Como dal 7 al 10 per esplorare, con anteprime, omaggi, eventi speciali (senza dimenticare la letteratura) e otto film in competizione, tutte le sfumature del noir.

 

Il catalogo Infinity è ricco di film noir, molto diversi tra loro. Vediamo insieme qualche titolo:

 

L’infernale Quinlan (1958): uno dei classici del genere per storia, tecniche e personaggi (interpretati da un cast stellare), racconta di un poliziotto messicano e un ispettore americano, Quinlan appunto, che si trovano a indagare insieme su un caso di omicidio. Ben presto i metodi di Quinlan si riveleranno essere pericolosi e decisamente poco ortodossi per essere quelli della Legge…

 

Miami Vice (2006): remake cinematografico d’autore per la serie degli anni ‘80 in cui le star Colin Farrell e Jamie Foxx interpretano i due detective della polizia di Miami Sonny Crockett e Rico Tubbs alle prese con un traffico di droga in Sudamerica. Michael Mann firma un thriller cupo e teso con due protagonisti d’eccezione e una femme fatale dal fascino orientale interpretata da Gong Li.

 

L’uomo che non c’era (2001): nella California del 1949, un uomo comune si reinventa criminale sospettando l’adulterio della moglie ma, come nella migliore tradizione noir, il destino sarà terribile e implacabile. I fratelli Coen omaggiano il genere con un film in bianco e nero che esplora tematiche importanti trattate con la loro inconfondibile ironia.

 

The Black Dahlia (2006): Brian De Palma (Scarface) adatta il famoso romanzo omonimo di James Ellroy basato sulla storia vera dell’omicidio - tuttora irrisolto - di Elizabeth Short, ventiduenne aspirante attrice in cerca di fortuna a Hollywood, il cui corpo viene ritrovato brutalmente torturato e mutilato nel gennaio del 1947 a Los Angeles. Due ex-pugili ora poliziotti, Josh Hartnett (30 giorni di buio, Hollywood Homicide) e Aaron Eckhart (Qualcosa di speciale, Sapori e dissapori), si trovano a condurre le indagini in un ambiente popolato da uomini loschi e donne misteriose che li trascina in un vortice complesso ed equivoco.

 

Blade Runner (1982): l’antieroe inquieto Deckart, interpretato da un giovane Harrison Ford, la sua caccia ai replicanti fuggiti e il suo amore per la replicante speciale Rachel (Sean  Young), femme fatale con un cuore – e un’anima - nella futuristica e inquietante Los Angeles del 2019, bagnata da una pioggia incessante, sono ormai entrati nell’immaginario collettivo grazie a questo capolavoro di Ridley Scott. Quando il noir incontra la fantascienza.

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