L’ora più buia: Gary Oldman è Winston Churchill

La storia del “no” che cambiò le sorti del mondo: il political drama firmato Joe Wright, L’ora più buia, è su Infinity.


Gran Bretagna, 1940. Il vecchio continente è ormai piegato all’avanzata nazista e alla follia di Adolf Hitler: il Belgio è caduto, la Francia è allo stremo, l’esercito inglese intrappolato a Dunkirk. A gran voce, la camera inglese richiede le dimissioni del Primo Ministro Chamberlain, incapace di gestire la crisi e guidare un paese ormai allo sbando. A succedergli sarà Winston Churchill (Gary Oldman) che si troverà a dover prendere un’importante decisione per determinare le sorti dell’intera Europa: piegarsi all’armistizio con la Germania nazista o intervenire in un conflitto armato? Una pace momentanea o la difesa della libertà?


Tratto da una storia vera, L’ora buia si è guadagnato due Oscar per il Miglior Attore e il Miglior Trucco. Due premi che sono uniti in Gary Oldman, irriconoscibile se non per il suo sguardo. Una sottile evoluzione del suo personaggio, che oltre ad essere psicologica, è anche fisica: un trucco pesante che è costato un lavoro di oltre tre ore di make-up ogni mattina prima delle riprese. Un’interpretazione decisa capace di restituire la vena inquieta e incerta del momento storico in cui Churchill si è trovato.


La scenografia è buia e cupa, proprio come lo stesso titolo suggerisce: le vicende si susseguono principalmente negli austeri uffici della politica britannica, conferendo un’aura claustrofobica che permette agli spettatori di concentrarsi principalmente sui dialoghi.
La sceneggiatura è del neozelandese Anthony McCarten che, come già in passato, ha posto la sua firma su una storia vera e biografica con un’interpretazione forte.


Whiskey, sigari e lunghe sedute nella vasca da bagno: L’ora più buia ti aspetta su Infinity.
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