L’odissea di Christine: Changeling, tratto da una storia vera

Los Angeles, anni ’20. Christine (Angelina Jolie) è una mamma nubile. Come tutte le mattine esce per accompagnare a scuola il piccolo Walter, per poi recarsi alla società telefonica per cui lavora. Una mattina come tutte le altre, almeno così sembra, fin quando non rientra a casa e il figlio non c’è. Da qui inizia per Christine un lungo travaglio di ricerche per trovare Walter e riportarlo a casa. Dopo qualche mese le autorità ritrovano il bambino e, quel ritrovamento che avrebbe dovuto portare ad un nuovo periodo di serenità finirà per trasformarsi in una lotta contro le infamie, le cattiverie e le accuse subite da Christine perché, vedendo il bambino, riconosce che non è il suo.

 

La mamma accetta di accoglierlo a casa ma spinge la polizia a proseguire le ricerche per ritrovare il suo vero Walter. Le forze dell’ordine non accettano e respingono le sue pretese perché, nella Los Angeles del Proibizionismo, le donne non potevano sfidare il loro operato. Condannata ad infermità mentale, la vita della donna è al limite e la situazione diventa sempre più disperata, finché non trova nel Reverendo Briegleb (John Malkovich) l’unico fedele alleato che l’aiuterà a proseguire le ricerche.

 

Changeling, è l’ennesimo capolavoro di Clint Eastwood ed è stato presentato in concorso al Festival di Cannes del 2008 e ha ottenuto tre nomination all’Oscar. Basato sulla storia vera di Christine Collins e definito thriller, in realtà sfugge ad una tradizionale classificazione di genere, ibridandosi tra il noir, il legal drama ed il thriller. Christine proviene da una classe popolare ed ha il coraggio di non abbassare il capo davanti alle forze dell’ordine, tant’è vero che la pellicola vuole portare sullo schermo la storia di una donna che non perde mai la speranza, ricordando agli spettatori quanto sia importante lottare non solo per i diritti ma anche per la propria libertà. Un film che racconta senza mezze misure, una storia di soprusi e sopraffazione, una lotta senza fine animata solo ed esclusivamente dalla speranza, mai spenta, della protagonista.

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