L’inganno femminile di Sofia Coppola

Presentato in concorso al Festival di Cannes del 2017, su Infinity è disponibile “L’inganno”.
Ideato dalla regista premio Oscar Sofia Coppola, è la rilettura del capolavoro cinematografico “Notte brava del soldato Jonathan” di Siegel-Eastwood, ispirato all'omonimo romanzo di Thomas Cullinan.
Con L’inganno, la Coppola dirige con maestria un thriller psicologico in cui lascia spazio alla voce e ai volti dei suoi protagonisti, tra cui Nicole Kidman e Colin Farrel.

 

In Virginia, durante la guerra di secessione c’è un collegio femminile dove la vita scorre monotona e tranquilla. Questa routine verrà sconvolta quando nei pressi del collegio viene trovato il corpo ferito del caporale John McBurney.
La direttrice del collegio, decide di accogliere e curare il soldato, per mostrare alle sue allieve cosa fosse la carità cristiana. Ma quell'azione ben presto si trasforma in tutt'altro che azione caritatevole, ma piuttosto come un inganno. 
La presenza del caporale dentro l’istituto sconvolgerà la vita delle collegiali, creando gelosie e rivalità, ma soprattutto scatenando pulsioni ed emozioni tenute fin troppo represse dentro le mura del collegio.

 

La regista Sofia Coppola non solo è riuscita a stupire nuovamente il pubblico ma ha anche vinto il premio come miglior regia al Festival di Cannes. Stratagemmi mentali ed emotivi ma soprattutto il tema della menzogna, e quindi dell’inganno, s’intrecciano nella trama tra emozioni e distruzioni.
Il collegio rappresenta un microcosmo totalmente al femminile dove vivono quelle donne isolate durante la guerra di secessione; un microcosmo alienante, dove le collegiali passano le loro giornate scandite dalla routine quotidiana, tra la cura del giardino, le preghiere e le lezioni di francese. Ben presto però quella quotidianità verrà sconvolta dall'arrivo del soldato nordista. L’uomo rappresenta “L’altro”, che farà risvegliare nelle donne la competizione per conquistarlo e, se nella prima parte è la competizione ad essere la protagonista del film, nella seconda parte quella competizione malsana si trasforma in pura solidarietà femminile per contrastare l’oggetto del desiderio delle ragazze, che utilizza la sua vanità ed onnipotenza per approfittare delle donne. Oltre a questa trama alla southern gotic, in cui transitano personaggi altalenanti ed inquietanti, ciò che merita una menzione è sicuramente l’ambientazione, e la cura della fotografia di Philippe Le Sourd: quel collegio circondato da boschi claustrofobici, dove non sorge mai il sole. È proprio lì che si consuma l’inganno.

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