Quando la guerra è dentro di te: su Infinity Mine

Su Infinity Mine, il film che segna l’esordio alla regia di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro.


Mine: la trama



Mine, film del 2016, è la storia di Mike, un marine che, insieme al compagno Tommy, viene inviato nel deserto con un preciso obiettivo: uccidere un pericoloso terrorista. Ma non tutto va come previsto e i due rimangono bloccati in una tempesta di sabbia. Isolati e con i nemici alle spalle, si ritrovano in un campo minato: il vero nemico è sotto i loro piedi. È l’inizio di una lotta per la sopravvivenza.


Mine: il cast



In questo film, che di italiano ha i due registi e che utilizza la mina come pretesto fisico per raccontare la psicologia della paura, vediamo protagonisti Armie Hammer (J. Edgar, Animali Notturni), nei panni di Mike Stevens, e Tom Cullen, che nel film interpreta Tommy Madison. Nel cast di Mine anche Annabelle Wallis (King Arthur, La Mummia), a prestare il volto a Jenny, la bella fidanzata che Mike ha lasciato in America, letteralmente fuggendo dalle proprie paure.


Mine: è una questione di passi



Vero protagonista della pellicola è il tempo, o meglio Mike nel suo essere in uno spazio senza tempo, bloccato a fare i conti con se stesso e il Nulla per 52 ore. Un film ad alta tensione, dove la vera trappola non è là fuori, ma sotto e dentro di noi, pronta a dilaniare ogni certezza. Anche nella vita di tutti i giorni, non abbiamo mai tempo per fermarci a pensare, o forse preferiamo non averne: del resto bisogna portare simbolicamente a termine le missioni, neutralizzando il nemico. Scappiamo costantemente da ciò che ci fa paura e quando tempo ne abbiamo, è lì che inizia la tortura.

Si potrebbe definire Mine un war movie, ma della guerra che Mike sta combattendo non sappiamo molto. Si tratta quanto più di una rivelazione: come se la guerra avesse riportato davanti ai suoi occhi quell’umanità che Tommy vedrà come una semplice crisi mistica, ma che per Mike corrisponderà a una riflessione che inizia fin dai primi minuti, quando decide di annullare la missione proprio in occasione di un matrimonio. Un atto di umanità che lo porta a fare i conti con la propria intimità: l’umanità fa paura, ma i nostri demoni ancora di più e il click dell’innesco è solo il pretesto per andare a fondo nella psicologia di un uomo che non vuole guardare indietro e non riesce ad andare avanti.

È un film fatto di rumori primordiali: il fischiare delle orecchie, il battito del cuore, il rumore della sabbia, ma soprattutto è un film di silenzi. Perché è proprio nel silenzio che siamo obbligati a fare i conti con noi stessi e i nostri demoni: non possiamo eliminare il passato e fare pace con esso è l’unico modo per renderci liberi e andare avanti. Dopotutto la vita è una questione di click e sta solo a noi decidere se alzarci e fare il passo dopo, anche quando rischia di essere quello falso.


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