Che bello essere se stessi: su Infinity arriva Ferdinand, il toro gentile che ama i fiori

La storia di Ferdinand arriva da lontano: nel 1936, questo toro insolito e “complesso” è il protagonista di un libro per bambini scritto da Munro Leaf, La storia del toro Ferdinando, diventato un cortometraggio premiato con l’Oscar nel 1938.

 

Il nuovo Ferdinand, dall’autore di Rio, Rio 2, L’era glaciale 2 e 3 e candidato alla statuetta come miglior film d’animazione nel 2018, riprende il racconto – sempre attuale- di questo simpatico toro nato e cresciuto in Spagna in un allevamento per tori da corrida in cui soffre molto, poiché non ama combattere, fa lunghe passeggiate solitarie e adora i fiori. Ancora piccolo, un giorno Ferdinand scappa e viene adottato da un floricoltore e dalla figlia Nina: qui può finalmente dedicarsi alla sua passione, i fiori appunto, ed essere se stesso, un toro pacifico e molto dolce. Un evento imprevisto, però, lo costringerà a battersi nell’arena contro il torero El Primero.

 

Ricca di momenti esilaranti (su tutti, si veda la sfida di ballo senza esclusione di colpi fra la crew dei “cavalli bellissimi” contro quella di Ferdinand che spazia dalla danza classica, al dub passando per il twerking), quella di Ferdinand è una storia che, divertendo, insegna ai piccoli -e ricorda ai grandi- l’importanza di assecondare la propria natura, essere se stessi nonostante quello che gli altri possano pensare, aprendosi al mondo lasciando da parte i pregiudizi.

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