Il premio Oscar The Danish girl aspettando la notte degli Oscar

In attesa di scoprire i film vincitori degli Oscar 2019 venite su Infinity a vedere e rivedere The Danish Girl, pluripremiato capolavoro di Tom Hooper, vincitore della Stauetta nel 2016.
Ambientato in una Copenaghen degli anni ’20, The Danish Girl è una storia di forte impatto, per alcuni non facile da digerire ma accolta con successo dalla critica. 
Protagonisti della pellicola due artisti, marito e moglie, pittore e pittrice, Einer Wegener e Gerda Wauda.


E’ la storia di una transizione e di un cambiamento, iniziato per gioco da Gerda che, da ritrattista chiede ad Einar di posare per lui nei panni di una donna.
Da una camicia da notte, un paio di calze e qualche accessorio preso in prestito dalla moglie, Einar capisce che in realtà, quello per lui non è solo un gioco ma è la sua condizione, il suo stato delle cose che prima veniva represso dalla sua anima ma ora, è uscito allo scoperto.
Gerda però, capisce ben presto che in realtà quel gioco è un vero e proprio dramma interiore che sta vivendo il marito. L’amore sconfinato di Gerda nei confronti di Einar però la porterà a non abbandonarlo mai, ad essere sempre al suo fianco anche in quel lungo e doloroso percorso che farà nascere quella Lili- questo è il suo nome d’arte- che da sempre è dentro di lui e lo devasta per poter uscire.
Ad accompagnare tutto il film è il lait- motiv della palude; “La palude è dentro di me” quella palude era l’unico tema dei dipinti di Einar prima che trovasse grazie a Gerda la forza di essere Lili. Così come Lili sarà l’unico tema dei dipinti da Gerda da qui in avanti. 


Il regista è stato in grado di materializzare sullo schermo l'universo interiore di Einar Wegener, che finalmente riesce a far emergere grazie all’ aiuto e al sostegno di sua moglie.
Una storia di formazione ma anche una bellissima storia d’amore che descrive un percorso sorprendente e meraviglioso che merita di essere seguito dall’ inizio alla fine. The Danish Girl ruota intorno al tema della ricerca dell’identità, portando sullo schermo la prima storia del transgenderismo senza sfociare nel pietismo ma anzi, favorendo l'empatia verso Einar. Un personaggio al contempo fragile e coraggioso, in preda ad un'angosciosa confusione ma caratterizzato da un incolmabile desiderio d'amore.

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