Dune: il cult di David Lynch è su Infinity

L’ennesimo cult presente sul catalogo Infinity è “Dune”(1984), il terzo film da regista del grande David Lynch, creato dopo il successo di  “Eraserhead – La mente che cancella”(1977) e “The Elephant Man”(1980). Per questa pellicola, il produttore Dino De Laurentiis gli affiancò Frank Herbert, l’autore del libro cui si ispirano le vicende del film, dando così vita a uno dei primi capolavori di fantascienza della storia del cinema. Il budget per la produzione di “Dune” fu altissimo: 45 milioni di dollari, una cifra record per quel periodo.


Anno 10191: l’umanità ha ormai colonizzato l’universo conosciuto, che viene retto da un’assemblea costituita da tutti i nobili, chiamata Landsraad. Queste persone dal sangue blu fanno parte di alcune casate a cui appartengono diversi pianeti, e sono in lotta costante tra di loro per il potere. Principalmente, la vicenda si sviluppa intorno a quattro di questi: Caladan (sede della casata Atredeis), Giedi Primo (sede degli Harkonnen), Kaitain (sede degli imperiali Corrino) e infine Arrakis (chiamato anche Dune), pianeta che non ha una vera e propria casata di appartenenza, essendo il luogo di estrazione di una risorsa fondamentale per tutti. Trattasi della spezia Melange, una sostanza dall’odore di cannella che causa dipendenza, le cui proprietà variano a seconda delle dosi e dei contesti (può donarti la preveggenza o addirittura prolungare di centinaia di anni una vita). L’assenza di questo prodotto per un individuo dipendente da Melange causa un astinenza che conduce alla morte. Così, in un universo già ricco di tensione, si sviluppa una battaglia per il dominio e l’accesso a questa preziosissima spezia dal valore inestimabile.


“Dune” è considerato un cult del cinema di fantascienza degli  anni ’80 e il romanzo cui è ispirato è stato un best-seller mondiale, quindi le aspettative sulla trasposizione cinematografica sono state molto alte. Diretto da Lynch, che si dimostrò magistrale anche agli albori della carriera, Dune è in grado di immergerti anche oggi in un universo lontanissimo, nonostante si tratti di una pellicola di trentacinque anni. Vedere per credere!

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