Born to be wild: quel delicato e meraviglioso rapporto tra uomo e natura

Con Born to be wild Infinity vi porta a fare un viaggio per la natura, per conoscere insieme diversi team che si occupano di salvare cuccioli.

Partiamo dal Kenja, per andare a far visita in un rifugio che s’impegna a salvare dei piccoli elefanti salvati da squadre di bracconieri, pronti per ucciderli. Qui sono accuditi e preparati per essere rilasciati nel loro habitat naturale. Il rifugio, vicino a Nairobi è attivo da circa cinquant’anni ed è un piccolo paradiso per gli elefanti, che sembrano grandi ma sono appena dei bambini.
Queste strutture non esistono solo in Kenja, infatti Born to be wild ci trasporta anche a Borneo, a sud del Pacifico, dove vivono dei cuccioli di orangotango accomunati da un triste destino: le loro mamme sono state assassinate e le foreste dove abitavano sono state rase al suolo. Una storia tragica, ma i baby orangotango sono stati fortunati a sopravvivere a questo disastro ambientale e soprattutto, aver trovato riparo tra le braccia della Dottoressa Birute Mary Galdikis, madre di questo istituito simile a quello del Kenja.


Con la voce narrante del premio Oscar Morgan Freeman, il documentario porta sullo schermo i legami speciali d’amore e di dedizione che possono nascere tra uomo ed elefante, e uomo e primato. I protagonisti sono persone comuni, ma che diventano speciali e straordinarie per le loro azioni: salvare dei piccoli animali che, senza il loro aiuto non ce l’avrebbero mai fatta. Cerca anche di sensibilizzare gli spettatori su alcune tematiche che hanno degli impatti ambientali molto forti e vengono messe in atto dagli stessi esseri umani che, non mettono in pericolo solo la vita degli animali ma il pianeta intero. E’ mai possibile ricorrere alla deforestazione e distruggere le “case” degli animali con il solo scopo di ricavare dalle piante dell’olio di palma? E’ legale distruggere delle foreste per arricchire i governi?


Born to be wild ti permette di vedere delle realtà, è vero estremamente lontane da noi, ma necessarie per prendere coscienza, e conoscere, un mondo che va oltre i nostri occhi. Ma soprattutto capire che basterebbe un solo piccolo gesto, fatto da ognuno di noi per migliorare il pianeta. Il nostro pianeta.

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